{"id":253,"date":"2020-07-21T19:22:26","date_gmt":"2020-07-21T17:22:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brunopelle.it\/?p=253"},"modified":"2020-11-20T08:59:58","modified_gmt":"2020-11-20T07:59:58","slug":"limportanza-del-cablaggio-della-massa-nellamplificatore-audio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brunopelle.it\/?p=253","title":{"rendered":"L&#8217;importanza del cablaggio della massa nell&#8217;amplificatore audio"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"439\" src=\"https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/alimentatore-1024x439.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-254\" srcset=\"https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/alimentatore-1024x439.jpg 1024w, https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/alimentatore-300x129.jpg 300w, https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/alimentatore-768x330.jpg 768w, https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/alimentatore.jpg 1191w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Schema tipico di alimentatore duale<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La realizzazione dell\u2019alimentazione per un amplificatore audio di potenza pu\u00f2 essere relativamente semplice. Basta un trasformatore, un ponte raddrizzatore, dei condensatori di capacit\u00e0 elevata e il nostro alimentatore sar\u00e0 pronto e funzionante. L&#8217;argomento che voglio affrontare non \u00e8 la progettazione dell&#8217;alimentazione, che deve essere fatta in relazione alla potenza dell&#8217;amplificatore, ma della quantit\u00e0 di rumore che si pu\u00f2 avere in uscita dallo stesso amplificatore a causa dell&#8217;alimentazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli maggior parte degli amplificatori di potenza l\u2019alimentazione si basa su un ramo positivo, uno negativo e zero centrale che corrisponde alla massa. Nella scelta del trasformatore sono da preferire i trasformatori toroidali, che hanno meno ingombro e meno dispersione di flusso magnetico. Quest\u2019ultimo \u00e8 quello che in fase di cablaggio potr\u00e0 essere la causa del \u201cronzio\u201d riportato in uscita dell\u2019amplificatore. La disposizione del trasformatore nel contenitore che andr\u00e0 a racchiudere tutte le elettroniche sar\u00e0 fondamentale per contenere questo tipo di disturbo. Volendo costruire un amplificatore di qualit\u00e0 dovremo anche dotarlo di alimentazione separata per canale o con doppio trasformatore o con un trasformatore con doppie uscite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ponendo particolare attenzione alla scelta del percorso della massa, la quantit\u00e0 di rumore riprodotto  sar\u00e0 comunque basso tanto da essere appena percepibile poggiando l&#8217;orecchio sull&#8217;altoparlante. Se invece montiamo tutto senza alcuna regola il risultato potrebbe essere disastroso. Quando ero giovane, ma gi\u00e0 conosciuto per le mie realizzazioni, un amico mi chiese di ascoltare un amplificatore che un medico appassionato di elettronica aveva costruito. Arrivati presso la sua abitazione il medico mi mostro con orgoglio l\u2019amplificatore in kit di B. Aloia presentato su una rivista del settore. Mi disse che l\u2019amplificatore funzionava anche se c\u2019era un leggero rumore di fondo. Lo invitai ad accenderlo \u00e8 sent\u00ec un botto tremendo uscire dalle casse acustiche. Ok non aveva montato alcun rel\u00e8 che ritardasse il collegamento d&#8217;uscita dell&#8217;amplificatore ai diffusori. Ma quello che mi colp\u00ec subito dopo era il \u201cronzio\u201d di sottofondo riprodotto dalle casse acustiche che si poteva sentire a 5 metri di distanza. Ovviamente il kit progettato da Aloia era impeccabile. L\u2019amplificatore elettronicamente funzionava, il problema era la riproduzione del \u201cronzio\u201d che si sommava al segnale audio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un amplificatore di 100 watt su 8 Ohm deve amplificare il segnale  28,3 volte ipotizzando una sensibilit\u00e0 di ingresso di 1 volt. Allo stesso modo amplificher\u00e0 anche disturbi captati dal trasformatore, dalla rete elettrica e da altre apparecchiature elettroniche nelle vicinanze. I disturbi pi\u00f9 insidiosi che  possiamo rilevare in un amplificatore di potenza sono quelli provenienti dal trasformatore, identificabili per la frequenza di 50 Hz (frequenza della rete elettrica) e quelli da un livellamento insufficiente del circuito raddrizzatore (ripple). Disturbo meno frequente \u00e8 la vibrazione diretta del trasformatore di alimentazione o perch\u00e9 realizzato male (causa molto remota) o per gli scostamenti di frequenza della rete elettrica stessa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"883\" height=\"764\" src=\"https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/case_disposizione-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-258\" srcset=\"https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/case_disposizione-1.jpg 883w, https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/case_disposizione-1-300x260.jpg 300w, https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/case_disposizione-1-768x664.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 883px) 100vw, 883px\" \/><figcaption>Quello in figura pu\u00f2 essere il modello di una disposizione ottimale. Sarebbe preferibile posizionare i trasformatori in verticale a ridosso del pannello frontale se l&#8217;altezza del contenitore lo consente.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando alla disposizione dei componenti nel contenitore, in linea di massima se i dissipatori vanno a formare le fiancate laterali \u00e8 ovvio che sar\u00e0 l\u00ec che dovremo fissare gli stadi finali. Gli ingressi saranno previsti nel pannello posteriore \u00e8 sar\u00e0 anche il posto dove andremo a posizionare eventuali stadi pilota se non sono integrati nel circuito stampato dello stadio finale. L\u2019obiettivo \u00e8 ridurre il percorso del segnale audio per ridurre la possibilit\u00e0 che capti disturbi. Sempre nel pannello posteriore troveranno posto le uscite per i diffusori e l\u2019ingresso della rete elettrica e porta fusibile di protezione. Il trasformatore o i trasformatori li andremo a posizionare lontano dagli ingressi e dagli stati pilota. Una posizione ideale pu\u00f2 essere a ridosso del pannello frontale,  meglio ancora se in posizione verticale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso possiamo iniziare a fare il cablaggio della massa. Evitiamo di passare cavi a ridosso del trasformatore o ancora peggio a circondarlo con cavi che andranno a comportarsi come una spira di rame captando rumore indotto dalla dispersione magnetica. Usiamo cavi di grossa sezione, almeno 4 mm, in modo da ridurre al minimo la differenza di potenziale che si crea a capi del cavo. Alcune volte, per ridurre il rumore, pu\u00f2 essere utile arrivare a cavi di 6 &#8211; 8 mm di diametro . Tutti i cavi di massa di un canale devono essere serrati in un unico punto, preferibilmente vicino allo stadio finale (massa a stella). Quello che bisogna assolutamente evitare \u00e8 creare degli anelli di massa (ground loop). Tanto per capirci la presa RCA del segnale di ingresso che si collegher\u00e0 allo stadio pilota con cavo schermato dovr\u00e0 essere isolata dal contenitore metallico. Lo stesso contenitore pu\u00f2 diventare un anello di massa. A sua volta la massa dello stadio pilota ( se separato dallo stadio finale) dovr\u00e0 confluire al centro stella. Al centro stella dovranno confluire anche la massa dello stadio finale e del morsetto di uscita dell&#8217;amplificatore. E sempre al centro stella faremo confluire anche i cavi centrali del trasformatore (0). Come ho gi\u00e0 detto questa operazione va fatta per ogni canale in modo separato. In altre parole andremo a realizzare un centro stella per ogni canale del finale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/alimentatore_MT.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-952\" width=\"261\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/alimentatore_MT.jpg 300w, https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/alimentatore_MT-150x99.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 261px) 100vw, 261px\" \/><figcaption><em>Sdoppiamento massa amplificatore con messa a terra<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un anello di massa si pu\u00f2 creare anche con la messa a terra dell&#8217;amplificatore quando lo colleghiamo al preamplificatore. Infatti se i due apparecchi hanno la messa a terra collegata al telaio e alla massa dei circuiti elettronici il loop si creer\u00e0 tramite la calza schermata del cavo di segnale che connette preamplificatore  e finale. Meglio isolare il centro stella dal telaio e scegliere un punto diverso del contenitore per la messa a terra. In alcune condizioni pu\u00f2 essere utile collegare il neutro dall&#8217;alimentazione con la messa a terra del telaio tramite un condensatore MKT da 2 &#8211; 10 MF per tensioni di 250 &#8211; 400 Volt.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lavorando con la rete elettrica dobbiamo rispettare la normativa in materia di sicurezza, quindi, oltre ad isolare correttamente tutte le parti che presentano  tensione di rete \u00e8 bene accertarsi che le parti metalliche del contenitore siano messe a terra. Per esserne certi verificare con un multimetro che ci sia conduttivit\u00e0 tra un pannello e l\u2019altro e il punto di messa a terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019importanza del percorso delle masse  riguarda anche il circuito stampato. Disegnare la pista di massa pi\u00f9 larga possibile \u00e8 una buona regola; in alcuni punti pu\u00f2 essere utile stagnarla o addirittura stagnarla con spezzoni di cavo (ad es. se i condensatori di livellamento sono montati sul circuito stampato).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma allora perch\u00e9 non mettere il trasformatore lontano dall\u2019amplificatore in un altro contenitore? Dal punto di vista del rumore ci sarebbero sicuramente benefici ma sarebbe anche scomodo e di maggiore peso e ingombro. Soluzioni simili si possono realizzare per il preamplificatore dove la potenza di alimentazione richiesta \u00e8 bassa. A tal proposito parecchi anni fa mi chiam\u00f2 il responsabile di un negozio, mio amico, che aveva venduto ad un cliente un preamplificatore Mark Levinson.  Il cliente, dopo averlo installato, lamentava un fastidioso &#8220;ronzio&#8221; in uscita dai diffusori. Recatomi sul posto scopr\u00ec che la causa del rumore  era l\u2019alimentatore separato del Mark Levinson che era stato collocato proprio a ridosso del preamplificatore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"517\" src=\"https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/rumore-1024x517.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-256\" srcset=\"https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/rumore-1024x517.jpg 1024w, https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/rumore-300x152.jpg 300w, https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/rumore-768x388.jpg 768w, https:\/\/www.brunopelle.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/rumore.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Misura del rumore residuo in uscita di un amplificatore  di 200 watt su 8 ohm &#8211; Si pu\u00f2 osservare un rumore di circa 2 mv rms con frequenza di 50 Hz. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per risolvere i problemi di rumore audio lo strumento pi\u00f9 utile \u00e8 l\u2019oscilloscopio. L\u2019oscilloscopio consente di visualizzare e misurare la quantit\u00e0 di rumore in uscita e anche di analizzare il tipo di rumore. Se non si dispone di un oscilloscopio bisogner\u00e0 affidarsi all\u2019orecchio. Il metodo che usavo, prima di permettermi l\u2019acquisto di un oscilloscopio, era di collegare all\u2019uscita dell\u2019amplificatore un altoparlante da 4 Ohm ad alta efficienza e valutare il rumore riprodotto a pochi cm di distanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione con alcuni accorgimenti nella disposizione dei componenti e nel cablaggio della massa si pu\u00f2 ridurre il &#8220;ronzio&#8221; di qualsiasi circuito di amplificazione audio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La realizzazione dell\u2019alimentazione per un amplificatore audio di potenza pu\u00f2 essere relativamente semplice. 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